ABOUT

Jacques Derrida, La scrittura e la differenza, trad. G. Pozzi, Einaudi, Torino, 1990

da différance – termine volutamente omofono alla parola différence, coniato dal filosofo francese Jacques Derridà, fondatore del decostruzionismo – che include i due significati del verbo “differire” in relazione al segno: essere differente e/o rinviare (lat. fero fers tuli latum ferre). Un fort/da di significato che evidenzia il carattere relazionale e non radicalmente dualistico dei valori e, in particolare, dell’Arte.

La necessità dell’arte come dimensione spirituale

L’arte racchiude in sé l’identità del tempo, di quello nel quale la sia crea e di quello nel quale la si contempla. È riflessione della storia, qualsiasi storia. Quella universale di un popolo con i suoi bisogni e quella particolare dell’uomo con i suoi desideri e le sue speranze. In qualsiasi modo la si ponga, è un contenitore eterno che di volta in volta si colma di parole e pensieri sempre nuovi, numeri e geometrie che sciolgono diversità . Un teatro dove si incontrano mondi passati e futuri, terre lontane e imago, fantasie archetipe e linguaggi. Qualcosa che finge di essere un’altra ma che differisce da questa per lo scarto di un micron, la distanza minima percepita dall’occhio, che innesca la domanda cognitiva di senso e apre ad una infinita schiera di interpretazioni e svolgimenti. La distanza estetica che ci permette di considerare la pipa una pipa, e un quadro di Magritte un’opera d’arte. Parafrasando, un errore di sistema che manda in tilt il mondo conosciuto e apre uno star-gate verso l’ignoto. Questo è il concetto alla base del progetto Diffèrart”, uno spazio alla giusta distanza, non lontano e statico come un museo e non commerciale e realmente vicino come una galleria, un contenitore al centro del quale si apre un dialogo con il mondo, arte come educazione viva, conversazione e riflessione filosofica del tempo. Uno spazio flessibile con tecnologie digitali, una piattaforma reale aperta al mercato moderno dell’arte con gallerie virtuali, collaborazioni internazionali, laboratori per le varie diversità, il tutto nutrito da un’idea di percorso espositivo autonomo, dove a parlare non è più il critico ma l’artista e la sua opera. Vetrine di mondo che si mettono in relazione e si aprono a interpretazioni contemporanee. Mission? Unire energie nuove e professionalità in una rete che metta in comunicazione le attività indipendenti, realtà no-profit con le amministrazioni e gli sponsor che gestiscono spazi pubblici e risorse economiche spesso destinate a progetti qualitativamente scarsi, il tutto alla luce di un prodotto di spessore attraverso un ponte reale che metta in relazione la Calabria con il mondo. Dove un progetto ha un inizio e non una fine ma un’evoluzione.